Attenzione agli sticker e alle emoji che usi: questi non sono legali

Attenzione agli sticker e alle emoji utilizzate: in questi casi si rischiano serie conseguenze. Scopriamo perché.

I social network ci permettono di interagire con gli altri utenti ed intrattenere conversazioni con persone lontane da noi. Prestare attenzione a ciò che condividiamo è importante, non solo per tutelare la nostra sicurezza personale. Il rispetto degli altri è un aspetto fondamentale e, in alcuni casi, potremmo rischiare serie conseguenze per aver inviato gli sticker o le emoji sbagliate.

martelletto giudice e donna usa smartphone
Attenzione agli sticker e alle emoji che usi: questi non sono legali – yurestaurant.it

Un uso scorretto dei social può farci incorrere in sanzioni legali. Questo non vale solamente per i messaggi e i commenti d’odio o che contengono minacce oppure per la condivisione di informazioni personali o immagini di altri utenti senza il loro consenso. Anche l’invio di sticker ed emoji può avere conseguenze da non sottovalutare. Vediamo, di seguito, in quali casi.

L’invio di questi sticker ed emoji è un reato: cosa dice la legge

Quando si parla di diffamazione, si fa riferimento all’offesa della reputazione di una persona in sua assenza davanti ad altri soggetti. Si tratta di un reato contro l’onore che si verifica nel momento in cui un individuo diffonde informazioni che ledono l’immagine di un’altra persona, senza che quest’ultima sia presente per difendersi.

Tutto ciò può avvenire anche online e, in alcuni casi, il reato può essere aggravato dalla vasta portata delle piattaforme social, dove quello che condividiamo potrebbe raggiungere un pubblico ancora più ampio. La diffamazione, infatti, non è solamente a parole: sono compresi anche gesti, scritte, immagini e video. In breve, qualsiasi strumento potrebbe essere utilizzato per screditare una persona.

donna usa smartphone
L’invio di questi sticker ed emoji è un reato: cosa dice la legge – yurestaurant.it

Ecco perché anche la condivisione di emoji offensive può costituire un reato di diffamazione se l’utente in questione diffonde immagini denigranti per la vittima tra più soggetti. Molto spesso gli sticker che utilizziamo online (per esempio su WhatsApp, Instagram e Facebook) sono caricaturali e hanno lo scopo di divertire. Di conseguenza, potrebbero essere utilizzati per schernire qualcuno con ancora più efficacia rispetto alle parole.

Sticker, emoticon ed emoji possono, quindi, rientrare nella diffamazione quando usate per offendere un’altra persona. Il contesto in cui vengono inviate gioca un ruolo centrale: nel caso di un messaggio sarcastico o di un “botta e risposta” in cui è coinvolto anche il diretto interessato non si può parlare di reato. È fondamentale che ci sia un intento diffamatorio e, come affermato in precedenza, che la persona offesa non sia presente e, quindi, offline.

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